Effetti collaterali a Pyongyang
Con le minacce – compresa l’ultima in cui si consigliava l’evacuazione alle ambasciate presenti a Pyongyang – il giovane leader nordcoreano Kim Jong-un vorrebbe affermare la propria leadership, controllare i media, rendere il suo affamato paese una potenza nucleare che spaventi l’occidente, ma soprattutto il grande nemico, l’America. Vorrebbe che le sanzioni dell’Onu fossero meno devastanti, vorrebbe contare qualcosa. Il fatto è che fino a ora, il giovane Kim, con le sue sparate è riuscito solo a far chiudere in ribasso la Borsa dei fratelli sudcoreani ma soprattutto a rinnovare nei paesi asiatici una corsa all’armamento, oltre a ratificare di fatto la presenza delle basi militari americane in Asia.
11 AGO 20

Con le minacce – compresa l’ultima in cui si consigliava l’evacuazione alle ambasciate presenti a Pyongyang – il giovane leader nordcoreano Kim Jong-un vorrebbe affermare la propria leadership, controllare i media, rendere il suo affamato paese una potenza nucleare che spaventi l’occidente, ma soprattutto il grande nemico, l’America. Vorrebbe che le sanzioni dell’Onu fossero meno devastanti, vorrebbe contare qualcosa. Il fatto è che fino a ora, il giovane Kim, con le sue sparate è riuscito solo a far chiudere in ribasso la Borsa dei fratelli sudcoreani (-1,64 per cento ieri, influenzata anche dal ribasso dello yen e dal problema aviaria), ma soprattutto a rinnovare nei paesi asiatici una corsa all’armamento, oltre a ratificare di fatto la presenza delle basi militari americane in Asia.
Ieri il premier Shinzo Abe ha annunciato che gli Stati Uniti lasceranno la base militare di Okinawa ai giapponesi solo a partire dal 2022. Il segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, ha detto che “ora più che mai è essenziale che gli Stati Uniti mantengano le proprie Forze armate geograficamente distribuite in tutta l’Asia, perché siano in grado di garantire la protezione del Giappone e degli alleati, e gli interessi degli Stati Uniti”. Non solo. Già da qualche mese a Tokyo si parla di una revisione dell’articolo 9 della Carta, quello in cui il Giappone rinuncia al diritto alla guerra. Ed è prevedibile che, dopo le minacce nordcoreane, la discussione alla Dieta subirà un’accelerazione. Intanto la Corea del sud fa shopping. Entro il 2014 Seul vorrebbe acquistare almeno duecento Taurus Kepd 350, missili aria-terra prodotti da una joint venture tedesco-svedese il cui prezzo è ancora sotto trattativa. I Taurus verrebbero montati sugli aerei F-35 che la Corea del sud sta per comprare dagli Stati Uniti: sessanta velivoli per un totale di 10,8 miliardi di dollari. Fino a poche settimane fa Seul aveva chiesto all’Amministrazione Obama il permesso di produrre combustibile nucleare, una mossa che, dicono gli esperti, potrebbe innescare una corsa alle armi atomiche in Asia. Molto più imprevedibile e rischiosa delle minacce della Corea del nord.